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La classe del MASCRIM 4 racconta la sua esperienza con le armi al TSN di Milano

Istituto di Scienze Forensi Corp. University | Lauree e Master in Scienze forensi
Pubblicato da ISF Magazine in Notizie · 27 Febbraio 2021
Dalle allieve del MASCRIM 4

L’ISF College Corporate University offre ai propri allievi la possibilità di un’esperienza entusiasmante che si coniuga con gli obiettivi formativi caratterizzanti i corsi di studio in Scienze forensi: “toccare con mano” e vivere esperienze sul campo con i professionisti del settore.
In tale contesto, la nostra classe del Master in Scienze forensi e investigazione criminale 4° Edizione (MASCRIM 4), venerdì 19 febbraio 2021 è stata protagonista di una giornata di formazione teorico-pratica al Tiro a segno nazionale di Milano, una delle realtà del settore più vive e importanti d’Italia, sia per le Forze dell’Ordine e della sicurezza privata che per gli sportivi professionisti e gli appassionati di armi e tiro.
Ora vi raccontiamo la nostra giornata al TSN…

Venerdì 19 febbraio 2021
Alle ore 8.30 del mattino noi allieve del gruppo “MASCRIM 4” raggiungiamo la sezione milanese del TSN, storica struttura in cui lo stesso Giuseppe Garibaldi, il 22 marzo del 1862, effettuò il primo “tiro” inaugurale nel bersaglio ancora oggi conservato al TSN.
L’ambiente è semplice ma ben organizzato; il personale, fin da subito, si mostra accogliente e disponibile facendoci accomodare distanziati in una saletta, nel rispetto delle norme igieniche vigenti, per proseguire con le presentazioni e le adeguate formalità documentali.
Il nostro docente e vicepreside del College dr. Corrado Macrì, ci presenta il Direttivo del TSN e, in seguito, gli istruttori che ci seguiranno per l’intera giornata pratica.
Con una breve introduzione di carattere teorico, gli istruttori del TSN ci rappresentano come qualsiasi attività del poligono sia svolta in totale sicurezza, funzionalità e rendimento a prescindere che la stessa sia finalizzata alla didattica, all’allenamento, alle gare o alle esercitazioni per professionisti della sicurezza.
Inizialmente è l’agitazione a farla da padrona. Infatti, maneggeremo e utilizzeremo per la prima volta delle vere armi da fuoco, una semiautomatica “Glock” 9x21 la mattina e una carabina calibro 22 nel pomeriggio. Insomma, una giornata psicologicamente impegnativa ma alquanto stimolante per noi allieve dell’ISF.
In un primo momento il nostro docente dr. Macrì ricapitola brevemente le casistiche viste a lezione, soffermandosi sulle differenze di funzionamento di una pistola semiautomatica rispetto ad un revolver; d’altronde scegliere  tra le due non è cosa di poco conto, poiché, al di là della più semplice gestione operativa di quest’ultima, i benefici dati dell’impiego di una semiautomatica sono parecchi se consideriamo la rapidità di tiro e il numero superiore di colpi inseribili nel caricatore rispetto al tamburo del revolver. Dunque, cosa spinge un eventuale offender a prediligere l’una o l’altra? Come ci ricordano giustamente gli istruttori: “Non esiste l’arma perfetta per tutti, ma esiste l’arma migliore per le  prevedibili esigenze d’impiego”. Quindi, sia per la delinquenza abituale che per la difesa personale o professionale, gli scopi del singolo riflettono la scelta dell’arma di cui servirsi: doppia azione, singola azione, tamburo, non tamburo ecc., tutto sta nel saper gestire l’arma e lo stress.  Conoscere i propri limiti, allenarsi e avere fiducia nelle proprie capacità, sono elementi che fanno la differenza come afferma  lo stesso presidente del TSN Mario Berardinetti, il quale, fin dalle prime battute, si mostra fiducioso nelle potenzialità e nella bravura di una classe femminile: “D’altronde, - sostiene Berardinetti - sono proprio le donne, concretamente parlando, ad avere maggiore mira e predisposizione al tiro”.
Uscite dalla saletta, ci rechiamo presso le linee di tiro: attraversiamo esternamente un lungo corridoio (dove in seguito troveremo le carabine per la sessione di tiro pomeridiana) e scendiamo in un sotterraneo della struttura, nell’anticamera della linea di tiro per l’arma corta, curiose di ciò che avverrà da lì a breve.
Gli istruttori ci forniscono nuovamente le raccomandazioni relative alla sicurezza: “Sicurezza e Regolamento sono l’appiglio migliore per evitare spiacevoli incidenti! Ciò che fa dell’inesperto un buon tiratore non è la frenesia nel raggiungere fin da subito un buon risultato. Piuttosto, è necessario essere disciplinati e affidarsi totalmente a chi, nel settore, ha ampia esperienza".
Infatti, altro punto forte del TSN milanese sono gli istruttori: parliamo di professionisti di grande esperienza, diversi dei quali ex appartenenti alle forze di polizia.
Si affrontano questioni quali "corretta postura", "idonea impugnatura dell’arma", "paura suscitata dal rinculo”, "difficoltà nella gestione psicologica dell’arma" e molto altro; ma, come si dice in questi casi, “Tra il dire e il fare”…
 
Quali sono, dunque, i “punti saldi” di un attento tiratore?
1. Mai abbandonare la propria area di tiro;
2. verificare sempre che l’arma sia aperta e il caricatore vuoto prima di deporla sull’apposito banchetto che separa dal bersaglio;
3. non puntare mai l’arma altrove se non sul bersaglio di tiro;
4. qualora la luce rossa di "porta aperta nella zona bersagli” sia accesa, cessare immediatamente il tiro e assicurarsi di riporre l’arma secondo regolamento.
Come li chiama Pietro (uno degli istruttori che ci segue), «Piccoli ma fondamentali accorgimenti». tuttavia, prosegue Pietro, «la  miglior sicura è sempre quella del dito che poggia sul grilletto».
Iniziano le fasi preliminari: ci muniamo di tappi auricolari e occhialini a tutela della nostra sicurezza. Una volta divisi in piccoli gruppi, ci accingiamo ad andare ciascuno verso la linea di tiro assegnata.
Dei cinquanta colpi a disposizione, è il primo a farci sudare: c’è chi trema, chi è impaurita, chi, invece, si sente carica ma nervosa allo stesso tempo. Pressione arteriosa e battito cardiaco aumentano finché il primo proiettile non viene esploso dalla canna. Man mano il corpo si rilassa, acquisisce consapevolezza grazie all’ ”aura magica” dei nostri istruttori e si migliora non solo la predisposizione fisica al maneggio dell’arma ma anche l’ottica di mira, la quale diventa più chiara e lineare.
Possiamo dire terminata la prima “tranche” e diremmo con esito più che soddisfacente. Infatti, quell’arma che prima ci spaventava, diventa qualcosa di più gestibile perché “conosciuto”, maneggiato e provato. Le sensazioni e le impressioni da condividere diventano in quel momento parecchie. L’entusiasmo e, allo stesso tempo, la voglia di proseguire con questa stimolante esperienza arrivano pienamente agli occhi e alle orecchie di chi ci osserva e ascolta. Lo staff degli istruttori condivide con noi le riflessioni postume al tiro e la soddisfazione per l’impegno che ci abbiamo messo. Tutte noi, infatti, abbiamo ottenuto buoni risultati: «D’altronde, - ci dicono gli istruttori - chi vorrebbe, per negligenza o disobbedienza, ricevere un calcio diretto tra le gambe?». Non esiste la fortuna del principiante ma l’alunno diligente, quali siamo state noi, nel seguire “passo passo” ognuna il proprio maestro.

La pausa pranzo
In questa atipica e così speciale giornata, anche la pausa pranzo (ore 12.30 circa) diventa occasione di  gradevole convivialità: il T.S.N. milanese, infatti, offre la possibilità ai propri frequentatori e allievi di usufruire dell’area bar-ristorante, la quale fornisce una moltitudine di pietanze calde in un menù a prezzo più che ottimo; approfittiamo di questi attimi anche per festeggiare con dei dolcetti il compleanno di due nostre colleghe, il tutto grazie alla cordialità e disponibilità del personale del ristorante.

Ore 14.30: l'arma lunga
È giunto il momento di prendere confidenza con l'arma lunga, nello specifico la carabina calibro 22.
Dalla postura eretta, in piedi a gambe leggermente divaricate, passiamo alla posizione seduta del cosiddetto “tiratore scelto” (o cecchino o “sniper”) il quale, con arma equipaggiata di mirino, sa colpire con precisione a lunga distanza (ci siamo serviti di una linea di tiro da 25 metri).
Nonostante la lontananza del bersaglio e il chiaro ingombro dell’arma rispetto alla semiautomatica “Glock”, il tiro ci è parso più agevole, sia dal punto di vista della postura che da quello dell’arma, grazie alla posizione più comoda, alla maggiore facilità di carica del caricatore e alla precisione data dal mirino. Anche sul piano psicologico ci sono dei vantaggi: infatti si è è seduti, l’arma e le braccia sono poggiate su un supporto piano. Anche il tremore suscitato dall'emozione, non si percepisce più.
Al termine della prova di tiro, previa verifica dei caricatori, lasciamo in totale sicurezza la postazione e visualizziamo ciascuno il proprio punteggio.

Il diploma!
È quasi giunta a termine la nostra lunga giornata. Ne approfittiamo per rivolgere le ultime domande alle nostre “guide” e, infine, ci accingiamo a ritirare con grande soddisfazione e orgoglio l’attestato che reca la dicitura:
"Unione Italiana Tiro a Segno - Ente Pubblico e Federazione Sportiva del C.O.N.I - Sezione di Milano
Diploma di Idoneità al maneggio delle armi - 19/02/21”.

Che dire, dunque, dell’esperienza al T.S.N. Milanese?
Sicuramente, per noi ragazze del “MASCRIM 4”, le aspettative relative a questa giornata erano molte e non sono state deluse. Anzi. La professionalità, la pazienza e la capacità di metterci a nostro agio dimostrate dagli istruttori, sono state inaspettate quanto altamente motivanti. Per chi, come noi, sogna un futuro nel campo delle investigazioni forensi, tanti possono essere i vantaggi dell’approccio diretto e pratico alle armi presso un poligono come quello del TSN di Milano. Si impara a maneggiare e usare uno strumento altamente letale come un’arma da fuoco, soprattutto la calibro 9x21, e ciò consente di smorzare notevolmente il timore psicologico verso di essa. Inoltre, questo tipo di esperienza aiuta a comprendere meglio la visione di un offender ovvero la criminogenesi e la criminodinamica di un delitto commesso con arma da fuoco. Entrate al TSN con timore, siamo uscite con maggiore consapevolezza, sia sul piano tecnico-pratico sia su quello psicologico.
Questa è la testimonianza di come l’esperienza di tiro alla sede milanese ci abbia arricchito sia professionalmente che umanamente.

La Classe “MASCRIM 4” - Anno accademico 2020/2021




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